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AtlantideVintage: Chuck Berry is on Top

Chuck Berry ha inventato il rock’n’roll.

Se si può discutere su questa affermazione sul piano musicale (non fu l’unico e forse non il primo a fondere la country music e il rhythm’n blues) non ci sono invece dubbi sullo stile di vita, sempre al limite e a volte ben oltre la legge. In breve: sex, drugs & rockn’roll.

La leggenda prende corpo il 21 maggio del 1955. Berry, originario di Saint Louis, dove si era fatto le ossa suonando nel gruppo del pianista Johnnie Johnson, arriva a Chicago presentandosi agli uffici della Chess Records. Muddy Waters, che all’epoca lavora per la celebre etichetta, ne ha parlato col boss Leonard Chess: bisogna fare un’audizione a questo ragazzo del Missouri e magari fargli registrare qualche buon singolo blues.

I partecipanti, personaggi oggi leggendari, erano tra i migliori session men degli studi di Chicago: accanto a Chuck e al pianista Johnnie Johnson, che suonerà con Berry nel periodo d’oro e che probabilmente ha scritto gran parte delle canzoni, prendono parte Willie Dixon al contrabbasso (forse il più prolifico e imitato autore di blues) e Jerome Green, sodale di Bo Diddley, alle maracas. Alla batteria siede Jasper Thomas.

Le cose vanno diversamente da quanto Chuck avesse potuto pensare. Scartati da subito i suoi blues, la band si concentra su Ida Red, un vecchio classico country di Bob Wills, che nella session di Chuck diviene Maybellene, un infuocato rhythm’n blues che scala le classifiche americane e lancia il chitarrista verso un successo presto consolidato dall’uscita torrenziale di singoli destinati a diventare delle hit: Roll Over Beethoven, School Days, Rock and Roll Music, Sweet Little Sixteen, Johnny B. Goode, Too Much Monkey Business, You can’t catch me, Carol. Solo per citarne alcuni.

Dal vivo Chuck è irresistibile. Inventa il “duck walk”, il passo dell’anatra con cui percorre i palchi di mezza America in lungo e in largo, incita il pubblico facendolo letteralmente impazzire. In anni di segregazione razziale, spezza la corda che  separa bianchi e neri suonando per tutti e mescolandosi al suo pubblico. La legge gliela avrebbe fatta pagare, anche perché Berry ha un talento innato nel cacciarsi nei guai, un’attitudine sviluppata già da ragazzo rapinando banche nel Missouri, dove aveva già scontato tre anni di carcere.

Alla fine degli anni Cinquanta Chuck Berry è sulla cresta dell’onda. I suoi singoli sono ai vertici delle classifiche di vendita, la sua fama percorre non solo le polverose strade americane ma comincia a filtrare anche all’estero, significativamente in Inghilterra, dove il Chicago Style avrebbe influenzato notevolmente il rhythm’n blues bianco e il rock’n’roll per i successivi decenni.

Nel dicembre del 1959 il chitarrista viene arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne. Sarà condannato a cinque anni di carcere e a una multa di 5.000 dollari. Suonerà fino al 1961, facendo uscire l’ultimo singolo Come on, dopo del quale finirà in carcere fino al 1963. L’arresto e la condanna costituiranno un brutto colpo per la sua carriera che, seppur continuerà arrivando ai giorni nostri (Berry a 84 anni continua a calcare i palchi di mezzo mondo), perderà la sua carica innovativa trasformandosi in show sempre ottimamente retribuiti, ma dal sapore più che altro revivalistico.

Non è facile individuare un album indicativo per la carriera di Chuck Berry. Si tratta di raccolte di singoli usciti nel tempo e poi compilati insieme all’interno di un LP. Tuttavia nel 1959 esce Chuck Berry is on Top, un titolo quantomai appropriato per un disco che raccoglie al suo interno alcune gemme immortali, dallla prima Maybellene a Johnnie B. Goode, da Carol a Roll Over Beethoven. Altre canzoni che molto avrebbero influenzato le band bianche di rhythm’n blues (Little Queenie diventerà un cavallo di battaglia dei Rolling Stones), passaggi latineggianti, quasi calypso (Hey Pedro) e la calda ballad Blues for Hawaiians, unico brano inedito della raccolta. Prendono parte alle sessioni, tra gli altri, Bo Diddley e Willie Dixon.

Chuck Berry is on Top
Chess Record – 1959

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Chuck Berry – Maybellene by user7463463

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Chuck Berry by Hail2rocknroll