Crea sito

Un’appassionante inchiesta “letteraria” per un crimine con più vittime

Quando si saccheggia un autore moderno, prudenza vuole che si nasconda il bottino. Ma guai al plagiario se è troppo grande la sproporzione tra quel che ruba e ciò a cui lo incolla.

Questo testo, ridotto ad arte nella sua prima edizione italiana da :duepunti edizioni con un taglio enciclopedico, si mostra, sin dal titolo originale, come un gioco di cui Nodier è teorico nonché esperto praticante. “Questioni di letteratura legale. Del plagio. Della presunzione d’autore, delle contraffazioni che riguardano i libri. Opera che può far da seguito al Dizionario degli anonimi e a tutte le bibliografie”.

Nodier, si dice nell’introduzione, si fa giudice dei vizi altrui ma in realtà ha l’animo del criminale; celebre in questo senso è il suo romanzo Jean Sbogar del 1818 in cui non si fatica a riconoscere radici schilleriane (I masnadieri).

D’altra parte, però, quando in un autore l’imitazione è scevra dell’abbruttimento del termine che il lessico del consumo le ha dato ed è portatrice dell’ideale umanistico (motore capace di generare, ripetutamente, per mezzo di varianti, trasformazioni, capovolgimenti nuova, e a sé stante, arte) questo “crimine letterario” si può perdonare e si può archiviare come frutto di un’appassionata bibliofilia. Bibliofilia che ha sviluppato nel nostro criminologo la propensione alle citazioni autoriali celebri (cosa e chi c’è dietro il suo Le Vampire del 1820?).

Ma abbandoniamo questa indagine su Nodier e spostiamo la nostra lente sui crimini letterari che con ironia ci sciorina. Sono tanti; ad alcuni (forse perché li pratichiamo innocentemente o perché ne siamo vittime inconsapevoli) non pensavamo nemmeno, eppure ci siamo di certo imbattuti in interpolazioni, plagi, falsi manoscritti, cambi di titolo – “mi è capitato di ricominciare tre o quattro volte con un nuovo titolo la lettura di un’opera che mi aveva già stufato in precedenza” – pastiche, quando non in veri e propri furti letterari.

Ma chi è la vittima di queste operazioni letterarie?

Il lettore al quale si propinano minestre scaldate? Gli autori originali depredati? I plagiatori privi di una propria originalità autoriale? O piuttosto nessuno?

Esemplare per chiarire l’attitudine e la posizione di Nodier (mai come in questa circostanza abbiamo avuto  timore per le citazioni e qui le virgolette sono d’obbligo) questo periodo che conclude l’agile volumetto: “Una volta che a Sparta un uomo malvagio aveva enunciato un’opinione utile, l’eforo ordinò che questa fosse ripetuta da un altro, temendo che il popolo fosse indotto ad attribuire al primo anche solo parte della considerazione che piuttosto meritava l’idea. Lo stesso dovrebbe avvenire nelle lettere. Qualunque sia il motivo della stima che si tributa a uno scellerato, è interesse della morale che questo motivo sia annullato. E non farei eccezioni neppure per l’Iliade“.

Una lettura appassionante e dalle originali prospettive che procede per sospetti, prove e indagini smascherando misfatti e criminali assolutamente insospettabili.

Titolo: Crimini letterari
Autore: Charles Nodier, a cura di :duepunti
Editore: :duepunti edizioni
Dati: 2010, 106 pp., 9,00 €

Acquistalo su Webster.it

One thought on “Un’appassionante inchiesta “letteraria” per un crimine con più vittime

Comments are closed.