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Tornare in paese non ti salverà

Una famiglia, un paese. Una città sullo sfondo, lontana, un mondo che sembra distante mille miglia. Uno spostamento, un movimento, un ritorno. Da lì, la città, a qui, il paese. Un cambiamento, una prospettiva diversa. Vittorio e Carla sono una coppia consolidata, stanno insieme da tanto e la figlia Giulia è il simbolo della loro unione felice. Ma da un po’ le cose sembrano essersi normalizzate, delle inquietudini sono iniziate a comparire nei dialoghi, nelle parole che i due amanti si rivolgono. I silenzi  si fanno sempre più pregni di significato mentre  le frasi, sempre più di circostanza, se ne svuotano. In un momento di passaggio, ecco dove cogliamo i due personaggi in Paesaggio con incendio, il nuovo libro di Ernesto Aloia (Minimumfax, 2011)

Il ritorno, per l’ennesima estate, nel paese natale dei nonni di Vittorio vuole come scacciare questi attimi di incertezza inscrivendoli nel più granitico paesaggio del rito, della vacanza tradizionale da habitué. E in paese, da quando è nata Giulia, Vittorio ha ricominciato a sentirsi a casa. Quelle tre settimane agostane gli permettono un’immersione nell’immutabile scenario della sua fanciullezza quando scevro da costrizioni sociali giocava nei boschi e faceva il bagno nei fiumi. Ma quest’anno una sensazione diversa lo accompagna, un sentimento di riappropriazione dei propri spazi e del suo passato dovuto alla dolorosa perdita della madre. La sua visione e il suo sguardo sono proiettati all’indietro, sulla perdita e sull’ineluttabile intuizione che tutte le cose, prima o poi, debbano sfiorire, appassire e infine morire. Carla invece è lanciata tutta in avanti, ciò che desidera veramente è un’altra vita, una seconda gravidanza che le riporti  pace e serenità.

Ma il paese, paradossalmente, più che unire dividerà.  Vittorio finirà per passare le giornate lontano dalla famiglia, tra il bar e le escursioni che gli dovrebbero servire per la stesura della sua ricerca sui campi di battaglia della Linea Gotica e Clara, invece, verrà investita dall’ispirazione e riprenderà dopo anni a dipingere. Il paesaggio sulla tela però non rispecchierà quello che si intravede dalla finestra; le tavole si tingeranno di rosso e di giallo, come a prevedere un declino inevitabile esattamente in linea col passaggio, temporalmente prematuro, dall’estate all’autunno.   Vittorio, impegnato a combattere coi suoi personali demoni, non si accorgerà dell’odio crescente che monta in paese del quale finirà per esserne intimamente coinvolto. Vecchi dissapori che in un centro piccolo e chiuso non cessano mai di esistere né si affievoliscono, anzi continuano ad aumentare il proprio carico esplosivo, deflagrano portando, ineluttabilmente, alla tragedia. E la sentenza della comunità sarà come un cappello che incontrovertibilmente sanzionerà i protagonisti della vicenda. A Vittorio invece, investito da un mondo che pensava di conoscere , non rimarrà che chiudere i conti col passato e lasciare che il dolore, finalmente, vada via.

La scrittura elegante e precisa di Aloia ci accompagna attraverso una storia semplice e ben strutturata che investe però una quantità di temi forse sproporzionata rispetto alle piccole dimensioni del romanzo. Ma l’autore non si tira indietro e, da vero scrittore, affronta tutti le tematiche, che poi sono quelli del romanzo con la r maiuscola (come la morte, lo spaesamento, l’analisi del tessuto sociale, la dicotomia centro vs periferia,  etc), con coraggio e decisione. Aloia possiede una voce, un dono raro di questi tempi, e vale la pena di starla ad ascoltare.

Titolo: Paesaggio con incendio
Autore: Ernesto Aloia
Editore: Minimumfax
Dati: 2011, 149 pp., 13,00 €

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