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La canzone del vento tra i salici

Dunque, ci sono una Talpa, un Topo, un Tasso, un Rospo e una Lontra… Come dite? No, tranquilli, questa non è la solita barzelletta sugli animali e sui loro pregi e difetti. Però fa ridere lo stesso – anzi, probabilmente di più. E per giunta fa anche sorridere, riflettere, sognare…

Stiamo parlando della trasposizione a fumetti di uno dei classici per l’infanzia più celebri della letteratura anglosassone, quel Vento tra i salici che Kenneth Grahame scrisse nel 1908 per il piacere di Alastair, suo sfortunato primogenito, e che suppergiù vent’anni dopo, quando il creatore di Winnie Pooh Alan A. Milne vi si ispirò per una sua rappresentazione teatrale, aveva già collezionato ben trentuno ristampe. A dare forma, colore – e movimento! – ai piccoli animaletti protagonisti del romanzo aveva già pensato Walt Disney: nel 1949, un mediometraggio dedicato alle avventure del Rospo uscì nelle sale cinematografiche insieme alla versione animata de La leggenda della Valle Addormentata di Washington Irving. Più modestamente, ma nemmeno troppo, verso la fine degli Anni ’90 il disegnatore francese Michel Plessix ha deciso di mettere al servizio di questa storia sull’amicizia le sue meticolosissime matite: il risultato è un piccolo prodigio lungo 128 coloratissime pagine.

Il miracolo di Plessix risiede soprattutto nell’assoluto rispetto non solo dello spirito ma anche dello svolgimento dell’opera originale: praticamente nessuno dei piccoli episodi che vedono protagonisti i personaggi di Grahame viene tralasciato nel racconto a fumetti. Sono avventure spesso minime quelle vissute dal timido Talpa, dall’allegro Topo, dal saggio Tasso, dall’irruento Lontra e dall’eccentrico Rospo nella loro placida esistenza sulle rive del grande fiume: eppure, i caratteri dei personaggi, i loro rapporti, i dialoghi sui minuscoli piaceri della vita, sulle paure e sulle passioni di ognuno trovano tutti il giusto spazio sul palcoscenico allestito da Plessix.

Michel PlessixIl quale, da parte sua, possiede un’abilità grafica quasi incredibile. Raramente ci è capitato di vedere personaggi dalle fattezze più deliziose ed espressive, ambienti così attentamente ricostruiti, sfondi altrettanto curati. Plessix alterna vignette molto grandi – che abbracciano con un solo sguardo panorami sconfinati e immersi nella natura più selvaggia – ad altre quasi minuscole – che ci introducono negli spazi più intimi e ci offrono una ricchezza di particolari strabiliante. Tutto questo mentre i colori vivissimi eppure delicati scandiscono lo scorrere del tempo e delle stagioni. La scelta di Plessix di utilizzare una voce off che parla attraverso ricche didascalie poteva essere rischiosa, soprattutto in un’epoca in cui la tendenza del fumetto sembra andare in direzione opposta. Eppure, la sua capacità di narratore e la sua bravura nel disporre le vignette a costruire la pagina trasformano quella scelta nell’ennesima – se non nella più importante – scommessa vinta.

La ristampa della casa editrice Comma ’22 giunge a colmare il vuoto lasciato dalla difficile – quando non impossibile – reperibilità dei volumi che già la Phoenix e la Magic Press avevano dedicato a questo piccolo gioiello. Ci riesce difficile immaginare un volume più adatto per le lunghe ore di lettura che il periodo natalizio ci metterà a disposizione. Regalate Il vento tra i salici, e farete felice qualcuno. Oppure regalatevelo, e farete felici voi stessi.

Titolo: Il vento tra i salici
Autore: Michel Plessix, Kenneth Grahame
Editore: Comma 22
Dati: 2010, 128 pp., 22,00 €

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