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Da Cesare a Obama, passando per Clooney

Le Idi di MarzoCi sono film politici come Gomorra di Matteo Garrone, ci sono film sulla politica come Tutti gli uomini del presidente di Alan J. Pakula, e ci sono film come Le Idi di Marzo, di e con George Clooney, che guardano la politica dal buco della serratura. Che cosa appare dal buco della serratura? Una realtà deformata. Quale messaggio diffonde la politica? Una realtà deformata. Cosa serve per veicolare questo messaggio? I mezzi di comunicazione di massa.

Bene. A prima vista ne Le Idi di Marzo non manca nessun ingrediente. Ci troviamo in Ohio, terra del carbone e dell’acciaio, da sempre uno stato-chiave nella corsa alla Casa Bianca. In un futuro prossimo venturo è in corso la fase finale delle primarie, e trattandosi di un film di George Clooney (attore impegnato ma con charme), il focus è puntato sul Partito Democratico (non quello italiano, ed è per questo che si stanno facendo le primarie…). Per i primi venti minuti, piuttosto lenti, veniamo introdotti nel dietro le quinte della macchina elettorale: potrebbe quasi sembrare un documentario di Michael Moore, se non fosse che manca la sua “mole invadente” ad impallare la macchina da presa. Invece viene quasi sempre inquadrato Ryan Gosling (Drive, Blue Valentine), astro in ascesa di Hollywood, qui nelle vesti del trentenne Stephen Myers, «il miglior addetto stampa d’America», che si dichiara pronto a fare «qualsiasi cosa» pur di veder trionfare Mike Morris, governatore della Pennsylvania, interpretato appunto da George Clooney. Il nostro caro George compare relativamente in poche scene (nella pièce teatrale di Beau Willimon da cui il film è tratto non figurava neanche tra i personaggi), e tuttavia ricopre un ruolo centrale su due livelli: la comunicazione e il simbolo. Il candidato Morris è una presenza costante sui manifesti, sulle copertine, nelle interviste in TV dove si dichiara ateo, pacifista e tollerante  – vale a dire un concentrato di tutti i cliché del politically correct in salsa liberal; il candidato Morris, al di là dell’onestà dei valori professati, è soprattutto il simbolo della volontà di potenza che muove l’agire degli uomini, non solo ai vertici della piramide sociale (“chi diventerà presidente”), ma anche nella giungla della politica di partito (“trafugare segreti, screditare il rivale”).

Le Idi di Marzo

Non deve sorprendere il termine giungla: saranno soprattutto il caso e  la legge del più forte a muovere le pedine in gioco. Lo scontro si svolge tra le due fazioni del Partito democratico: da una parte Tom Duffy (Paul Giamatti), il responsabile della campagna del candidato più moderato, dall’altra il suo concorrente, Paul Zara (Philip Seymour Hoffman), responsabile della campagna di Morris. Tom Duffy vuole sabotare il lavoro di Myers, che a sua volta deve guardarsi dalle mosse di Paul Zara, suo diretto superiore, ben deciso a non farsi sopravanzare. Il tutto raccontato da Ida Horowicz (Marisa Tomei), giornalista del Times, dedita alla cronaca degli eroi di oggi che crolleranno domani, nell’eterno saliscendi del potere. In un rapido susseguirsi di colpi di scena, Myers sarà costretto a vedere il governatore Morris con occhi diversi. Come spesso capita nella fine di un amore o nell’abiura di una religione il suo atteggiamento diventerà diametralmente opposto. A ben guardare, non era mai stato un idealista, aveva trovato nel governatore Morris un profeta da idolatrare, nel suo discorso programmatico il Sacro Verbo. È emblematica a questo riguardo la tiepida scena di sesso tra Myers e la stagista Molly Stearns (Evan rachel Wood), figlia di un dirigente dei democratici, in una camera d’albergo: nel “pieno dell’azione” Myers cerca il telecomando per aumentare il volume mentre si gira verso la TV: non vuole rischiare di perdersi una dichiarazione di Morris. La breve relazione tra i due (entrambi pallidi e slavati, ma con Ryan Gosling pallido e slavato in modo ben più espressivo), innesta il secondo filone narrativo del film. Infatti la ragazza, non per niente democratica, aveva passato una notte anche col governatore Morris, e inoltre, come succederebbe in un film, era pure riuscita a rimanere incinta. Superfluo dire che gli sviluppi per Molly non saranno dei più rosei, perché se la politica è maschilista anche al cinema non si fanno sconti. C’è da notare che se il personaggio di Myers era sembrato troppo ingenuo all’inizio e troppo scaltro dopo, la figura di Molly è poco credibile nei comportamenti e nelle reazioni, tanto da rappresentare soprattutto un escamotage drammaturgico.

Le Idi di MarzoD’accordo, so cosa vi starete chiedendo adesso: dove abbiamo già sentito la storia del politico americano piacione con un debole per le stagiste? Ma oltre che a Clinton, per il naturale fascino e l’impatto sui media, il personaggio di Clooney non può non rimandare anche a Barack Obama, forse il più grande candidato presidente della storia degli Stati Uniti. Di solito sentiamo ripetere che il presidente degli USA è l’uomo più potente della terra, ma alla fine sarà davvero così? Se una campagna presidenziale supera in costi il miliardo di dollari, se le agenzie di rating private dettano le scadenze della vita pubblica, se il debito pubblico sfiora i quindicimila miliardi dei quali più di mille detenuti dalla Cina, se le corporation non operano entro i confini nazionali ma dovunque consenta il mercato globale, be’, forse, e ancora più di prima, non abbiamo bisogno di un altro eroe. Le Idi di Marzo, dentro stanze poco illuminate o sotto il cielo grigio dell’Ohio, ci racconta dei bassi traffici al mercato della politica, ed è superfluo ribadire quanto il messaggio giunga depotenziato allo spettatore italiano, reduce, tra l’altro, da vent’anni di berlusconismo.

Ci resta Clooney, accompagnato da un cast di attori impeccabili anche nei ruoli di contorno, ed un film dal retrogusto amaro che sa coinvolgere dopo un inizio stentato. Quando in un film americano la trama e gli interpreti prevalgono sulle marche autoriali, quando il regista si concentra più sul contenuto che non sul taglio delle inquadrature, non è insolito definire l’opera un Classico. Altre volte, semplicemente, si tratta di un film poco originale.

Le idi di marzo (poster)

Le Idi di Marzo – USA, 2011
di George Clooney
con George Clooney, Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti
01 Distribution – 101 min.