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We fell in love with the sunshine

Capita che in questo tempo da web 2.0, per ascoltare alcuni acclamatissimi album che sai che non ti piaceranno mai ma proprio mai, riesca a perderti capolavori nascosti, rimandando il loro ascolto all’infinito. Poi quando finalmente ti decidi, al primo approccio, quel disco lì che tu colpevolmente avevi snobbato, ti mette ko con un cazzotto in pieno stomaco. Ed è proprio quello che è capitato a me la prima volta che Ruth dei Nana Grizol ha girato sul mio stereo.

Qualche info sulla band prima di entrare nel dettaglio. Gruppo di stanza ad Athens (Georgia) e capitanato da Theo Hilton ma che vanta al suo interno componenti di Neutral Milk Hotel e Elf Power, i Nana Grizol rifuggono dalle logiche della promozione. Il loro myspace è quasi del tutto abbandonato (non ci sono infatti pezzi del nuovo LP), non sono su twitter e se ne fregano di sponsorizzarsi in qualsiasi modo. Più che una band sono un gruppo di amici che hanno deciso di mettersi insieme per suonare e divertirsi. E i risultati sono sorprendenti.

Nana Grizol

Ruth, uscito a gennaio per i tipi della Orange Twin (che sono poi gli stessi Nana Grizol e Elf Power), è un disco emozionale e trascinante. Alterna ballad tipicamente folk come Cynisism e Atoms a pezzi decisamente più movimentati e riempipista come la splendida Galaxies o ancora l’inclazante Blackbox (da cui mi sono permesso di estrapolare liberamente il titolo dell’articolo), fino ad arrivare a From here che parte piano con un coro “scordato” e poi diventa piena e matura grazie alla voce di Theo, terminando con una schitarrata d’altri tempi, tutta di panza, senza cerebralismi di sorta. Il disco si conclude poi con Sands, ballad elettrica dalle mille sfaccettature; ma dovrebbero essere citate tutte le canzoni di questo album, un album che ti colpisce in pieno, che ti parla della paura di crescere e dei cambiamenti che questo processo comporta. Ma è anche un estremo inno alla spensieratezza della giovinezza che proprio non se ne vuole andare, che rimane attaccata con le unghie alle tue cosce, forse perché sei proprio tu a desiderare di averla nostalgicamente ancora accanto, pronta a farti compagnia nei momenti di sconforto e capace di poterti ancora far innamorare del sole.

[audio:http://atlantidezine.altervista.org/wp-content/uploads/2010/04/03-Nana-Grizol-Blackbox.mp3|titles=Nana Grizol – Blackbox] Nana Grizol – Blackbox

[audio:http://atlantidezine.altervista.org/wp-content/uploads/2010/04/07-Nana-Grizol-From-Here.mp3|titles=Nana Grizol – From Here] Nana Grizol – From Here

[audio:http://atlantidezine.altervista.org/wp-content/uploads/2010/04/02-Nana-Grizol-Galaxies.mp3|titles=Nana Grizol – Galaxies] Nana Grizol – Galaxies