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Non l’ho letto, ma mi piace – Ep. 7

Rubrica settimanale arbitraria, casuale e insindacabile di segnalazioni letterarie su libri che non abbiamo ancora letto, ma che comunque vi consigliamo. E se poi avessimo ragione noi?

Pronto Soccorso e Beauty Case non l’ho ancora letto, ma mi piacerebbe senz’altro e non perché sia la nuova creatura edita da Orecchio Acerbo, non perché l’autore sia Stefano Benni, garanzia di una penna caustica e irriverente, e non perché le illustrazioni di Francesca Ghermandi ammicchino al mondo diretto e immediato dei fumetti alla Pazienza… Piuttosto mi piacerebbe perché pare dia spazio e opportunità all’amore senza freni (come la motocicletta di Pronto Soccorso, il protagonista della storia), quello che non conosce limiti di velocità, quello che non sta ingabbiato nelle patinature di principi e principesse, nell’ingessata (anche se il gesso Pronto Soccorso sa bene cosa sia, vista l’alta frequentazione che fa dell’ospedale) e stucchevole immobilità dell’eleganza e dell’apparenza. Per uno che come Pronto Soccorso prende la vita a duecentosettanta chilometri l’ora, l’incontro (scontro) con Beauty Case, sciampista del quartiere bella e tutta curve, che nemmeno il Mugello ne ha tante, sembra quasi inevitabile; e quando l’amore ti investe, non c’è multa che tenga!
Lo leggerò, questo è certo, o forse andrò a sentirlo leggere proprio da Stefano Benni (e David Riondino) a Più libri Più liberi, il prossimo 5 dicembre alle ore 11.00. Nell’attesa vi rimando a questo simpatico booktrailer.  [Barbara Ferraro]
Stefano Benni
Pronto Soccorso e Beauty Case
Orecchio Acerbo, pp. 56, € 12,00
È la morte che instilla la vita tra le pagine simboliche e raffinate di Bassure, raccolta di racconti della scrittrice rumena, premio Nobel, Herta Mueller. Quando Herta Mueller pubblicò per la prima volta questi racconti aveva solo 29 anni; ad essi, riediti quest’anno da Feltrinelli nella traduzione di Fabrizio Rondolino e Margherita Carbonaro,  in una versione ampiamente rivista e corretta dall’autrice, faranno seguito i successi che l’hanno resa celebre. Ricordo che ero a Brema, nel 1997, quando in libreria acquistai un piccolo libricino, Druckender Tango, per familiarizzare con la lingua letteraria. Rimasi perplessa dinanzi alla complessità del lessico e alla frammentarietà della costruzione, il che da un lato mi indusse a migliorare il mio tedesco e dall’altro mi convinse dell’assoluta necessità di leggere quanto più possibile di questa autrice. In Italia non trovai nulla di tradotto, quello che ho letto prima che le fosse assegnato il Premio Nobel per la letteratura, l’ho letto in tedesco.
Per fortuna si è dato l’avvio a un lavoro di scandaglio, e i tesori sommersi che riemergono sono tantissimi. Confido molto in Bassure. L’opera è composta da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Quando si tratta di Herta Mueller non ci dovrebbero essere dubbi: il valore dei suoi scritti è altissimo. Questo specifico lavoro, nella fattispecie, è un apripista di quella ricchezza lirica della prosa e dell’iridescenza poetica dei pensieri  cui l’autrice ci ha abituati con i successivi L’altalena del respiro o Il paese delle prugne verdi. [Barbara Ferraro]
Herta Mueller
Bassure
Feltrinelli, pp. 160, € 15,00
Sempre a caccia di tesori sommersi, nascosti, noi di AtlantideZine non potevamo che rizzare le antenne nel momento in cui ci siamo imbattuti in questo titolo, Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma, scritto da Costantino D’Orazio, curatore d’arte d’eccellenza, che promette di farci scoprire molti dei luoghi più affascinanti e sconosciuti della città eterna, spiegandoci per filo e per segno come, quando e con chi visitarli. Una guida ma al contempo molto di più: uno strumento di esplorazione, scoperta, memoria, un modo per andare a fondo nello scoprire quel mondo che sta sotto la superficie dei soliti percorsi, dei soliti monumenti, alla scoperta di luoghi sconosciuti o sempre ritenuti inaccessibili e che invece possono essere scoperti conoscendo il modo corretto di avvicinarcisi. E così solo leggendo la scheda del libro ci entusiasmiamo venendo a sapere che “accanto al garage di un condominio moderno si scoprirà un ipogeo del IV secolo, decorato da affreschi perfettamente conservati” o che si possa “scendere a otto metri di profondità per ammirare l’unico frammento rimasto della celebre Meridiana di Augusto”.  Il libro, che è il risultato di un ventennio di passione, lavoro, ricerca e raccolta sarà in vendita dal 2 dicembre giorno in cui verrà presentato alla libreria dell’Auditorium a Roma. [Massimo Basile]
Costantino D’Orazio
Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma
Palombi Editori, pp. 257, € 14,00

È uscita a luglio nelle sale americane una nuova storia irlandese di Neil Jordan che si preannunciava più seducente, intensa e misteriosa che mai, essendo (liberamente) ispirata al mito norreno di Ondina. Un pescatore amareggiato da una vita non facile – vedovo con una figlia costretta sulla sedia a rotelle – ritrova un giorno nella sua rete qualcosa di decisamente inusuale: una bellissima donna che sembra, in tutto e per tutto, l’incarnazione di uno spirito delle profondità marine. Ma la fortuna, e la felicità, vanno meritate, come spiega il prete confidente ed amico del protagonista (l’ottimo Sthephen Rea, presenza abituale delle pellicole di Jordan). Il pescatore è pronto a credere? E il pubblico? Nonostante sia un artista pluripremiato e supportato da un pubblico affezionato, non sempre i film di Neil Jordan vengono distribuiti in Italia, se non dopo ritardi biblici e incomprensibili. Nemmeno la presenza del divo di Hollywood Colin Farrell (in sexy mise da uomo di mare) ha salvato Ondine dal suo triste destino annunciato e questo film che tutti i cinefili italiani attendevano con ansia nelle nostre sale non è passato nemmeno per un saluto. Ha fatto capolino, il mese scorso, direttamente in DVD (Sony Pictures Home Entrateinment) sugli scaffali dei negozi, demolendo ogni residua speranza di goderlo, prima o poi, proiettato sul grande schermo. Se deciderete di acquistarlo, scegliete per vederlo una sera in cui la pioggia batte con tanta forza sulle vostre finestre da farvi pensare che l’acqua voglia entrare nella stanza; poi spegnete la luce e lasciate che l’home video digitale vi consoli della deprimente miopia del mercato cinematografico italiano. [Valeria Vitale]

Neil Jordan (regia)
Ondine. Il segreto del mare
Sony Pictures Home Entrateinment (DVD), € 18,99


È la morte che instilla la vita tra le pagine simboliche e raffinate di “Bassure”, raccolta di racconti della scrittrice rumena, premio Nobel, Herta Mueller. Quando Herta Mueller pubblicò per la prima volta questi racconti aveva solo 29 anni; ad essi, riediti quest’anno da Feltrinelli nella traduzione di Fabrizio Rondolino e Margherita Carbonaro, in una versione ampiamente rivista e corretta dall’autrice, faranno seguito i successi che l’hanno resa celebre.


L’opera è composta da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Quando si tratta di Herta Mueller non ci dovrebbero essere dubbi: il valore dei suoi scritti è altissimo. Questo specifico lavoro, nella fattispecie, è un apripista di quella ricchezza lirica della prosa e dell’iridescenza poetica dei pensieri cui l’autrice ci ha abituati con i successivi “L’altalena del respiro “ o “Il paese delle prugne verdi”.