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Life and loves of miss Anne Lister: gentle(wo)man

Tra i numerosi motivi che possono spingerci a tenere un diario personale (bisogno di riflettere, narcisismo, paura di dimenticare sono i primi che mi vengono in mente) uno di quelli che trovo più affascinanti è la segreta speranza che qualcuno legga ciò che abbiamo scritto. In questo modo, credo, si viene sedotti dalla tentazione di lasciare una traccia, di essere ricordati. In fondo è per questo che tanti artisti e tanti eroi spendono il loro genio e le loro energie: poter entrare a far parte di una storia e, lì, vivere per sempre.

Si potrebbe obiettare che se miss Anne Lister avesse davvero voluto che qualcun altro partecipasse della sua vita privata, non avrebbe usato un personalissimo codice crittografico per scrivere la maggior parte dei suoi diari. Ma forse, invece, questo eccentrico e affascinante personaggio ha voluto non solo mettere in salvo la sua privacy da qualche lettura indesiderata ai suoi tempi, ma anche sfidare chi avrebbe ritrovato le sue memorie molti anni dopo. La sfida, difatti, se così vogliamo vedere le cose, non è stata da poco, innanzitutto per la mole di documenti lasciati da Anne Lister, e, in secondo luogo, perché il suo codice non si è rivelato di facile soluzione. In altre parole abbiamo dovuto aspettare 150 anni perché quelle persone, quelle emozioni tornassero a vivere: eteree come fantasmi e altrettanto immortali, ma per nulla spaventose.

Quei diari e le confidenze che essi contengono sono diventati un film per la televisione diretto da James Kent e prodotto dalla BBC inglese; perché imbattersi in un personaggio così eccezionale e in una storia così intensa e, per di più, vera è una condizione ideale per qualunque narratore. Nessuna remora di turbare il pudore di miss Lister; primo perché ormai è trascorso un secolo e mezzo da quelle vicende, in secondo luogo perché questa donna del pudore ha sempre avuto un’idea piuttosto originale.

Ed ecco dunque sugli schermi, con il volto di Maxine Peake, uno stralcio della vita e degli amori di Anne Lister, contemporanea di Jane Austen, come ci tengono a sottolineare gli autori. E il fatto, occorre ammetterlo, ha la sua importanza perché il mondo di Anne Lister è molto più vivido di quello della celebre scrittrice. Se Jane Austen racconta le piccole, grandi ribellioni di giovani donne più intelligenti e meno frivole della media ma che, ad ogni modo, hanno come massima aspirazione un matrimonio felice, Anne Lister risponde vivendo in prima persona una vita appassionata, intensa, scandalosa.

Anne, infatti, è una donna attraente, colta e benestante, dotata, allo stesso tempo, di amore per le lettere e senso degli affari. Guardare nella sua vita, nella sua interiorità è come osservare un temporale, un fiume in piena, un’eruzione vulcanica.
Impossibile catalogarla. Persino la definizione di “prima lesbica moderna” credo le calzi un po’ stretta. Avevo dimenticato di dirlo: ad Anne Lister piacciono le donne. E, considerando la media dei rapporti uomo-donna dell’epoca, è difficile non solidarizzare con lei. Ma ciò che più conta è che Anne fosse convinta che i suoi amori non dovessero essere considerati vergognosi e che non dovessero essere nascosti.

Anne, però, non è interessante solo per via della sua omosessualità (anche se, onore al merito, essere una lesbica dichiarata nell’Inghilterra di inizio ottocento non era certo cosa trascurabile), ma è un personaggio affascinante la cui ardente emotività costituisce, allo stesso tempo, la sua sorgente di forza interiore e il punto di maggiore vulnerabilità. Anne ha il coraggio di modellare la propria vita come un’opera d’arte, senza farsi scoraggiare o scolorire da coloro che le stanno intorno. Il marchio BBC garantisce la buona qualità del prodotto da tutti i punti di vista: dialoghi, sceneggiatura, direzione, recitazione, fotografia, costumi.

Forse il film risente un po’ della tentazione di raccontare troppe cose insieme e, a tratti, la trama tende a sfilacciarsi e a perdere di mordente, ma, in generale, The secret diaries of miss Anne Lister resta, fondamentalmente, una bella storia d’amore. La consapevolezza, poi, che si tratti di personaggi realmente esistiti le conferisce un tocco di intensità ulteriore e di delicata malinconia. Essendo un film televisivo non lo troveremo nei cinema, ma possiamo cercarlo in qualche rassegna lungimirante o nei festival dedicati al cinema omosessuale.

Lo so, non dovrei dirlo, ma è più forte di me: ve la immaginate la RAI italiana che dedica un film ad un’eroina lesbica?

The secret diaries of miss Anne Lister (TV) GB, 2010
regia di James Kent
con: Maxine Peake, Anna Madeley, Susan Lynch