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Wanderful Asia #9 – La guida alle guide dell’uomo qualunque.

Mario e Thomas sono partiti per un’avventura che definiscono semplicemente “un lungo viaggio in moto”. Noi ne siamo affascinati, li seguiremo quindi passo passo rimandando al loro blog, accostando alle loro tappe di volta in volta un libro, un film, un disco affinché il loro “semplice” viaggio in moto possa essere per noi esperienza diretta. Hanno già percorso 11210 chilometri; attraversato Albania, Grecia, Turchia e Iran; arriveranno in Mongolia per poi tornare indietro toccando Laos e Vietnam.

Questa settimana delle riflessioni critiche sullo sguardo del viaggiatore e sui suoi strumenti. Mario e Thomas sono ad Hanoi, Vietnam, mentre in India sono state scattate le due foto che ho scelto a corredo di questo articolo sebbene i due l’abbiano proposto di solo testo nel proprio blog.


All’inzio era un pianeta solitario. Poi arrivò la Lonely Planet. Per quanto sia una guida utile (noi stessi ne abbiamo comprate parecchie), ci sembra che in un certo senso stia cannibalizzando se stessa, uccidendo proprio il tipo di turismo che teoricamente dovrebbe incoraggiare.

Il problema è che questa guida (e tutti i suoi vari cloni) è diventata la Sacra Bibbia del viaggiatore, l’unica e sola fonte di informazione che chiunque possa mai desiderare (e realmente leggere), il vademecum globale che torna utile per ogni occasione. Molte persone seguono le indicazioni alla lettera come se fossero una sorta di intoccabile ricetta per la vacanza -e si perdono se il sale è “un pizzico” e non 25 milligrammi- e la convinzione generale è che senza una LP non riuscirete a “sfuttare l’esperienza al massimo” (che a quanto pare è il mantra delle nuove generazioni).

Abbiamo conosciuto persone tristi (sì!) per essere tornate a casa senza aver potuto completare la lista delle attività suggerite. Abbiamo visto gente girare le città con il naso ficcato tra le sacre pagine e il dito piantato su un punto della mappa, intenti a memorizzare il nome della tappa successiva. Abbiamo ascoltato discorsi in cui le descrizioni dei posti erano così aderenti al Verbo che potevi dire l’esatto numero di pagina da cui erano prese (una delle nostre favorite è quella in cui ci si dice di fare attenzione perché “lì mettono narcotici nei drink”. Beh, fidatevi, abbiamo cercato parecchio ma non abbiamo mai trovato un posto in cui lo facessero (gratis).

Il nostro suggerimento per questo tipo di persone è semplice: perdetevi. Comprate la Lonely Planet se volete, studiatevela a casa (e leggete anche altro visto che ci siete) e poi, per l’amor di Dio, lasciatela lì! Non serve un manuale per trovare una pensione, non serve una mappa della città da cinque centimetri quando potete averne una dieci volte più grande in qualsiasi hotel, non volete veramente finire in qualche posto pieno di stranieri (e cibo straniero, canali TV stranieri, libri stranieri). Soprattutto, non volete andare dove vanno tutti quanti. Quando si tratta di classificare viaggi (ammesso che la cosa abbia un senso) c’è il viaggio migliore, il viaggio peggiore e il viaggio uguale a tutti gli altri. L’ultimo è il più triste.

In compenso abbiamo un sacco di idee per i tipi della LP.

Primo, eliminate i capitoli storici. Riassumere interi secoli in 25 linee incoraggia l’ignoranza invece di combatterla e comunque qualsiasi pagina Wikipedia su qualsiasi Paese è più accurata e attinente di quei tristi e asettici riassuntini. Per contro, un bibliografia più accurata e una lista di media consigliati (film, musica, arte, ecc.) sarebbe molto apprezzata.

Poi ci sarebbe la faccenda delle sistemazioni. Per favore, smettetela con questa cosa de “la nostra scelta” e smettetela subito. Dev’essere una cosa nuova, perché non la ricordiamo nelle vecchie edizioni, ma è letale. La gente è pigra, andrà semplicemente al posto indicato come “scelto” e lì nel migliore dei casi troverà una folla in attesa del check-in (e nel peggiore un cattivo servizio, personale svogliato e prezzi alti).

Inoltre, trattenetevi dal recensire cose mediocri. Lo spazio su una guida è prezioso, non c’è motivo di parlare di sistemazioni che non sono buone come le altre in lista. Dopotutto lo scopo è consigliare in posti in cui andare, non quelli da evitare. Perché diamine qualcuno dovrebbe scegliere un hotel che “ha bisogno urgente di ristrutturazioni” quando nella stessa fascia di prezzo si può averne uno con “deliziose stanze bianche con mobili di bambù”?

Se comunque doveste insistere nel recensire le sistemazioni per la notte, ecco alcuni suggerimenti.  Evitate di inserire frasi che possano in qualsiasi modo indurre il lettore a preferire un posto a un altro. Siccome è praticamente impossibile, dovreste rassegnarvi a una lista di caratteristiche (prezzo, location, pulizia, eccetera) e un sistema di voti. Potreste usare numeri, lettere o una scala col cursore (no, il sistema con 5 stelle non è più trendy e non darebbe quell’aspetto moderno e fresco di cui i vostri responsabili marketing si vantano tanto). Come risultato le recensioni sarebbero più facili da aggiornare e prenderebbero meno spazio sulla guida, se ne potrebbero mettere di più e questo contribuirebbe a meglio distribuire il gregge (di turisti) tra i vari posti.
L’importante è rendere impossibile, anche al più determinato dei tedeschi, stabilire una classifica assoluta dei posti basandosi unicamente sui loro pro e contro.

Se proprio non riuscite a fare a meno delle recensioni, trovate almeno un modo per metterle a rotazione tra le varie edizioni, così che più posti possano essere considerati e nessuno riceva più attenzione degli altri solo perché “raccomandatao da Lonely Planet” (che ormai è una cosa talmente diffusa che alcuni posti si vantano di “NON essere raccomandati da Lonely Planet”). Lo sappiamo che è una sfida difficile, ma voi siete gente tosta, no? E se poi seguiste il nostro ultimo suggerimento la vostra vita sarebbe ancora più facile…

Passate al digitale! E non intendiamo vendere versioni PDF della guida cartacea, come se premere “save as” sul vostro word processor fosse la stessa cosa che riscrivere tutto da capo. Create una versione digitale degna di questo nome, che permetta ricerche veloci e contenga qualche magia della geolocalizzazione, una calendario con i reminder, previsioni del tempo, log di viaggio e altra roba così. Potremmo anche decidere di contribuire, postando recensioni e scambiano informazioni, in sostanza creando quel social network del viaggiatore a cui starete probabilmente pensando da anni ormai (se non è così, è ora di cambiare i responsabili del marketing).

Apprezziamo molto il vostro sforzo di usare fonti affidabili (e magari avere il controllo sui vostri fornitori) ma i libri sono ormai enormi e si stanno mangiando proprio le foreste che dovremmo visitare. Per non parlare del fatto che costituiscono il 20% del peso che portiamo nei nostri zaini. Una volta passati al digitale, aggironare le guide sarebbe un gioco da ragazzi e potreste anche fare cose fighe come randomizzare i risultati delle ricerche così che ciascuno abbia un differente set di consigli sulle escursioni, le sistemazioni e i divertimenti, possa vedere cose diverse e alla fine avere qualcosa di originale e interessante da dire agli altri, nel viaggio verso casa.

In fin dei conti potrà non essere poi così solitario ma è pur sempre l’unico pianeta e voi scrivete guide per molti dei suoi Paesi. Messa così suona parecchio impegnativa, no?