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I grandi veneti al Chiostro del Bramante

6 gennaio, giorno della befana e primo giorno di saldi nella capitale. Roma è impraticabile, non si riesce a camminare senza scontrarsi con i passeggini o ricevere spallate. Finalmente arrivo a Piazza Navona, è gremita di gente, le bancarelle a mala pena si distinguono tra la folla. Sembra di giocare una finale di football: io a pochi passi dalla meta schivo tutto e tutti con passo decisamente spedito. Ok, ce l’ho fatta, sono in Via della Pace e sulla mia sinistra posso scorgere il Chiostro del Bramante. Sono le 18:50  devo affrettarmi, ancora una decina di minuti e rischio di trovare la biglietteria chiusa.

I grandi veneti: da Pisanello a Tiziano, da Tintoretto a Tiepolo. Questa è la mostra in programma.
Dopo aver pagato, senza alcuna riduzione, il biglietto di ingresso (10 € intero, 8 € ridotto per tutti esclusivamente di martedì), mi accingo ad entrare alla mostra. Il chiostro è bellissimo, il crepuscolo e le luci soffuse donano all’edificio un’atmosfera solenne. Qui regna il silenzio, finalmente posso riposare la mente dal caos capitolino.

L’esposizione inizia con una piccola tavola di Pisanello: Ritratto di Lionello d’Este. Le sale sono molto piccole ma per fortuna oggi la gente ha deciso di dedicarsi allo shopping, dentro ci sono solo io e altre pochissime persone.

Proseguo nella visita e, dalla brochure, apprendo che le ottanta opere in mostra provengono tutte dall’Accademia Carrara di Bergamo (chiusa per ristrutturazione dal 2008). Pur riconoscendo la grandezza di tutti questi eccezionali artisti (Pisanello, Bellini, Vivarini, Crivelli, Carpaccio), di questa prima parte mi colpisce particolarmente la Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini.  Il manto blu della Vergine è di un eccezionale e naturale splendore, sembra quasi di poterlo sfiorare per quanto pare realistico, impressione che nemmeno il curatissimo catalogo della mostra (29 € anzicché 35 € acquistandolo al bookshop della mostra) riesce a riprodurre.

L’esposizione continua al secondo piano. Poche rampe e poi, in cima alle scale, già si riesce a scorgere un’altra Madonna con Bambino. Mi avvicino e, con sorpresa, scopro che si tratta di un Tiziano. È decisamente meno fastosa delle altre madonne quattrocentesche e già per questo mi piace; semplice e materna, la Madonna sembra essere una donna qualunque, sullo sfondo un bucolico paesaggio completa l’opera.

Seguo il percorso della mostra tra capolavori noti e meno noti e arrivo nella sala tanto attesa: sulla parete di fronte domina incontrastato lo Sposalizio mistico di Santa Caterina; alla sua destra il Ritratto di Lucina Brembati, entrambi di Lorenzo Lotto. Qui una sosta è d’obbligo e mi accomodo sulla panca centrale di fronte alla grande tela delle nozze. È impossibile non ammirare le vesti morbide e colorate, i volti candidi ma soprattutto espressivi, la dovizia di particolari è degna del grande maestro, che non lascia nulla al caso.

Stesso piacevole rapimento mi coglie dinnanzi al Ritratto di Lucina Brembati. Il chiaro di luna alle sue spalle è reso con estrema bravura e, anche in questo caso, il catalogo non può rendere giustizia. Quest’opera inoltre è caratterizzata da un piccolo enigma celato proprio nella falce lunare: due lettere (CI) al centro della luna (LU-ci-NA) svelano il nome della dama ritenuta un tempo ignota.
Sono tantissimi gli artisti in mostra, si fa fatica a memorizzarli tutti, la maggior parte di essi trova poco spazio persino nei manuali di storia dell’arte.

L’ultima sala è un tripudio per i miei occhi; io che adoro il vedutismo, qui ho pane per i miei denti. Ci sono Canaletto, Bellotto, Guardi, protagonisti della nuova cultura laica e razionale del Settecento ma non solo, qui troviamo anche due tele del Tiepolo e, alla fine del percorso, le Maschere Veneziane di Pietro Longhi. Insomma, all’appello sembra proprio non mancare nessuno: quattro grandi stagioni, dal Quattrocento al Settecento, in cui dominano incontrastati i maestri della Serenissima.
L’unica nota stonata riguarda Tiziano: esporre solo due piccole tele di questo pittore in una mostra che parla di grandi veneti mi sembra davvero misero; nonostante questo rimpianto guadagno l’uscita comunque appagata.


I grandi veneti. Da Pisanello a Tiziano. Da Tintoretto a Tiepolo
DART – CHIOSTRO DEL BRAMANTE
chiostrodelbramante.it
14 ottobre 2010 – 30 gennaio 2011
ORARI: da martedì a domenica 10.00-20.00 (La biglietteria chiude un’ora prima) – lunedì chiuso.