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Black Jack: Matador at 21 in Vegas

Era il 1989 quando Chris Lombardi fondava, nel suo appartamento di New York City, la Matador Records, pilastro imprescindibile della scena Indie non solo statunitense. Lombardi e la Matador partirono con il misconosciuto duo austriaco H.P. Zinker e all’inizio la rosa degli artisti annoverava nomi piuttosto oscuri come Dustdevils, Railroad Jerk and Superchunk. Ma già nel 1990 mettevano a segno il primo colpo: A Catholic Education dei Teenage Fanclub (obiettivo centrato anche grazie al decisivo apporto del navigato manager Gerard Cosloy, appena arrivato dalla Homestead Records).

Da quel momento in poi la Matador Records non si è più guardata indietro e ha prodotto (anche attraverso la filiale di Londra nata nel 1996) gruppi del calibro di Yo La Tengo, Solex, The New Pornographers, Pizzicato Five, Arab Strap, Modest Mouse, Interpol, The Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Mogwai, Belle & Sebastian, Sonic Youth e Pavement, che negli anni ’90 le sono rimasti sempre fedeli nonostante fossero ampiamente corteggiati dalle major.

Dal 1989 sono passati 21 anni. 21, Black Jack: il posto giusto per festeggiare non può che essere Las Vegas. Matador at 21: chi scrive invidia profondamente chi questo week end potrà essere nella capitale del gioco d’azzardo a godersi l’impressionante 3 giorni di concerti. Ma anche chi, come noi, non potrà fare una scappata nel deserto del Nevada, potrà godersi il succulento, bulimico, box-set commemorativo che la Matador Records mette in vendita da oggi. 6 dischi con oltre 80 pezzi che hanno fatto la storia della Matador e dell’Indie Rock anni ’90 e 2000, un booklet commemorativo e una manciata di fiches. Da non perdere.