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Bluesmen a Roma

Dal 3 al 5 dicembre si è svolto a Roma l’atteso appuntamento musicale con il “Mojo Station Blues Festival” 2010: giunto quest’anno alla sesta edizione si è affermato come il principale e più longevo Blues Festival della capitale. La direzione artistica è stata a cura dell’Associazione Culturale Mojo Station, impegnata in numerose iniziative volte alla diffusione della musica e della cultura nera e afroamericana in ambito cittadino, nonché realizzatrice del programma radiofonico “Mojo Station – Il Blues e le Sue Culture”, in onda dal 2002 sulle frequenze di Radio Popolare Roma 103.3 fm.

Dopo essere stata ospite di prestigiose location nelle precedenti edizioni quali Stazione Birra, La Palma Club, il Circolo degli Artisti e l’Init Club, per questo 2010 la manifestazione musicale si è articolata in tre serate nella città: il 3 dicembre allo spazio “Indiateca” del Teatro India, il 4 dicembre al Circolo Arci “Clockwork” e il 5 dicembre al club rock-blues “Jailbreak”. Dalle rive del fiume Tevere fino ai popolari quartieri del Pigneto e del Tiburtino, il “Mojo Station Blues Festival” sottolinea ancor più la propria identità popolare e multiculturale. Le serate sono state dedicate alla ricchezza delle alterità culturali e alla loro contemporaneità, valorizzando al massimo la nuova e ricchissima scena del blues capitolino, grazie anche a illustri ospiti stranieri. Obiettivo della rassegna è proprio quello di proporre le sonorità del blues più autentiche e attuali, per mettere in scena sia la tradizione che il blues contemporaneo e i suoi protagonisti. Titolo programmatico della manifestazione quest’anno è stato “Two”, ossia “Due”. “Two” come “duo”, la quasi totalità degli organici delle band presenti; “Two” come le forme del suono Blues, quella in acustico e quella in elettrico; “Two” come gli elementi fondanti del blues, ossia la tradizione e l’innovazione; “Two” come vuole la drammaturgia del blues, “call and response”, ovvero i musicisti e il pubblico; “Two” come l’incontro tra vecchie e nuove generazioni.

La dicotomia del blues, le sue due anime si sono sviscerate nei tre giorni di programmazione. Partendo dal confronto fra tradizione e innovazione della prima serata e passando all’incontro con le nuove generazioni e il loro talento della seconda, si è giunti alla serata conclusiva del 5 dicembre al Jailbreak Live Club con l’incontro fra acustico ed elettrico dei maestri di oggi. La serata è iniziata con un duo d’eccezione composto dal chitarrista e cantante statunitense Richard Ray Farrell, riconosciuto riferimento mondiale della chitarra acustica, e da Marco Pandolfi, armonicista italiano che vanta numerose collaborazioni con importanti nomi del panorama blues internazionale, rappresentante a pieno titolo del futuro del nuovo blues targato Italia. I due si sono fatti apprezzare in Europa e ultimamente negli Stati Uniti d’America, dove è uscito nel 2007 il loro disco intitolato Stuck on the blues per l’etichetta americana Blue Beet Records, considerato uno dei migliori acoustic album dell’ultimo decennio. Il navigato sodalizio Farrell-Pandolfi ha esibito un blues acustico, semplice e diretto. Iniziata con la briosa Digging potatoes, la performance dei due artisti è continuata con alcuni brani propri e altri dei maestri del blues, resi con accuratezza e personalità dalla superba armonica di Pandolfi e dalla notevole espressività vocale di Farrell. Il pubblico ha richiesto a gran voce il bis, concesso con una canzone, Talk to me, e un raffinato pezzo strumentale, un emozionante duetto di armoniche suonate con la stessa istintività e purezza del canto.

Farrell e Pandolfi hanno lasciato il palco ad Angelo “Leadbelly” Rossi, accompagnato da Ruggero Solli. Considerato il miglior bluesman italiano, Rossi ha presentato alcuni brani del suo disco I don’t want to take nothing with me when I’m gone, album che ha avuto i riconoscimenti sia della critica specializzata che del pubblico. Suoni autentici, appassionati e vigorosi, una voce profonda e intensa, a tratti cavernosa e rauca. Special guests sono stati The Black Friday, con Luca Sapio, il nuovo cantante dei Quintorigo. Energia, grinta e la voce di Sapio, bella e dal timbro deciso.

A chiudere la serata è stata una jam incandescente con Angelo “Leadbelly” Rossi di nuovo sul palco a cui si è aggiunta l’indimenticabile armonica di Marco Pandolfi.

*fotografie di Massimiliano Mongillo