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#Oscars2014 – and the winners are…

Agli archivi anche la notte degli Oscar 2014: come al solito serata scoppientate con un parterre incredibile e tanti momenti memorabili di cui sta chiacchierando mezzo mondo.

Per quanti riguarda i premi quest’anno siamo arrivati abbastanza preparati e già nei giorni scorsi avevamo scelto quelli che sarebbero stati i nostri vincitori se gli Oscar li avessimo assegnati noi; naturalmente le scelte dell’Academy sono state quasi tutte diverse dalle nostre ma riteniamo che ci fossero tanti ottimi film in gara quindi alla fine non possiamo dirci particolarmente insoddisfatti a parte la sconcertante esclusione di The Wolf of Wall Street, secondo noi il miglior film di Martin Scorsese da almeno 20 anni a questa parte, che addirittura torna a casa senza neanche il becco di una statuetta. A farne incetta sono stati invece 12 Years a Slave (3 statuette), Dallas Buyers Club (3) e soprattutto Gravity (7) sul quale restiamo un pochino perplessi. Prima di spiattellarvi la lista dei vincitori un’ultima nota: La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar come Miglior film straniero! Evvai coi caroselli per le strade di tutta Italia!

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  • Miglior Film: 12 Years a Slave – le ragioni  dell’assegnazione probabilmente sono più paratestuali che altro ma ci può stare.
  • Attore protagonista: Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club) – personaggio da premio, interpretazione da premio.
  • Attrice protagonista: Cate Blanchett (Blue Jasmine) – sublime Galadreiel.
  • Attore non protagonista: Jared Leto (Dallas Buyers Club) – come per McConaughey.
  • Attrice non protagonista: Lupita Nyong’o (12 Years a Slave) – giù il cappello.
  • Film d’animazione: Frozen (Chris Buck, Jennifer Lee, Peter Del Vecho) – Disney rivince questo Oscar (esclusi i film Pixar) dopo quanti anni? 20? Peccato per Hayao Miyazaki.
  • Fotografia: Gravity (Emmanuel Lubezki) – superba
  • Costumi: The Great Gatsby (Catherine Martin)
  • Regia: Gravity (Alfonso Cuarón) – in questo caso direi che è stata confusa la resa visiva (grandiosa) con la regia (trascrabilissima); c’erano autori che meritavano molto più di Cuarón.
  • Documentario: 20 Feet from Stardom
  • Documentario breve: The Lady in Number 6: Music Saved My Life (Malcolm Clarke, Nicholas Reed)
  • Montaggio: Gravity (Alfonso Cuarón, Mark Sanger)
  • Film Straniero: La Grande Bellezza (Italy) – 50 anni precisi dopo 8 e mezzo di Fellini, con cui i paragoni si sono sprecati, e 15 anni dopo l’ultimo Oscar italiano (La vita è bella)Sorrentino porta a casa la statuetta; splendido il discorso di ringraziamento: “Ringrazio l’Academy, Toni, Nicola (Giuliano, il produttore), gli altri produttori, la troupe. E le mie fonti di ispirazione: Fellini, i Talking Heads, Scorsese e Diego Armando Maradona.”
  • Trucco: Dallas Buyers Club (Adruitha Lee, Robin Mathews)
  • Colonna sonora originale: Gravity (Steven Price)
  • Canzone originale: Let It Go – Frozen
  • Production Design: The Great Gatsby (Catherine Martin, Beverley Dunn)
  • Corto animato: Mr. Hublot (Laurent Witz, Alexandre Espigares)
  • Cortometraggio: Helium (Anders Walter, Kim Magnusson)
  • Sound Editing: Gravity (Glenn Freemantle)
  • Sound Mixing: Gravity (Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead, Chris Munro)
  • Effetti speciali: Gravity (Tim Webber, Chris Lawrence, Dave Shirk, Neil Corbould)
  • Sceneggiatura (adattamento): 12 Years a Slave (John Ridley)
  • Sceneggiatura originale: Her (Spike Jonze) – una meritatissima statuetta per Spike Jonze